Tú sí que vales è ancora un talent show oppure è diventato un varietà?
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Tú sí que vales è nato come un talent show, ma nel corso delle sue tredici edizioni ha progressivamente affiancato alle esibizioni dei concorrenti una componente di intrattenimento sempre più ampia e articolata.
Il programma di Maria De Filippi è arrivato in Italia nel 2014 raccogliendo un’eredità importante e, nonostante le esibizioni continuino a rappresentare il cuore di ogni puntata, non sono più il momento attorno al quale si concentra tutta l’attenzione degli autori.
A occupare sempre più spazio sono le dinamiche tra i giudici, gli scherzi, le incursioni comiche e una serie di situazioni ricorrenti che hanno finito per diventare parte integrante della trasmissione.
Ma non tutti ricorderanno che prima di Tú sí que vales andava in onda un programma con una struttura molto simile.
Da Italia’s Got Talent a Tú sí que vales
Prima di Tú sí que vales, Maria De Filippi aveva portato in Italia Italia’s Got Talent, versione italiana del celebre format internazionale ideato da Simon Cowell, ideatore tra gli altri di X Factor.
Il programma aveva debuttato con una puntata pilota nel dicembre 2009, per poi iniziare ufficialmente la propria prima edizione nella primavera del 2010.

Rudy Zerby, Maria De Filippi e Gerry Scotti sono stati i giudici di Italia’s Got Talent. Fonte: mediasetplay.it
Il successo era stato immediato e le prime edizioni avevano raccolto ascolti importanti, superando frequentemente i cinque milioni di spettatori.
Ma sono la terza e la quarta edizione ad avere avuto un exploit, con una media di circa 7 milioni di spettatori e circa il 30% di share.
Eppure, nonostante questo successo inatteso, il suo percorso sulla rete si interruppe.
Nel gennaio 2014 Mediaset annunciò la decisione di non rinnovare il contratto con FremantleMedia, società detentrice dei diritti del format.
La motivazione riguardava soprattutto le condizioni economiche richieste per proseguire la collaborazione: secondo quanto comunicato dall’azienda, il costo per ogni puntata sarebbe dovuto triplicare.
Fu così che Maria De Filippi e il gruppo di lavoro di Fascino si orientarono verso un altro format, questa volta proveniente dalla Spagna.
Tú sí que vales era infatti un programma già trasmesso su Telecinco, la rete spagnola appartenente al gruppo Mediaset España e aveva una struttura molto simile a Italia’s Got Talent.
Nel maggio 2014, il sito di Davide Maggio riportò che FremantleMedia stava valutando possibili azioni legali per la somiglianza tra i due programmi ma la questione non ebbe seguito.
Ma il nuovo programma partiva con la stessa giuria: Maria De Filippi, Gerry Scotti e Rudy Zerbi, i tre volti che avevano portato al successo Italia’s Got Talent.
Tú sí que vales: da talent a (quasi) varietà
Nelle prime edizioni Tú sí que vales manteneva una struttura piuttosto vicina a quella di un tradizionale talent show.
Con il passare delle edizioni, intorno alle esibizioni si è sviluppato un intrattenimento parallelo, nel quale i giudici sono diventati progressivamente protagonisti.

I giudici e i protagonisti di Tú Sí Que Vales partecipano in prima persona a un esperimento sul palco. Fonte: mediasetplay.it
Maria De Filippi, Rudy Zerbi e Gerry Scotti via via non si limitavano più solo a valutare i concorrenti.
Il loro rapporto, fatto di complicità, battute, provocazioni e momenti di confronto, ha assunto un peso sempre maggiore.

L’ingresso di nuovi personaggi ha ulteriormente arricchito la componente di intrattenimento della trasmissione. Giovannino, ad esempio, è protagonista di gag con Sabrina Ferilli che si inseriscono tra un’esibizione e l’altra, contribuendo a intervallare il momento della gara con occasioni di puro intrattenimento. Fonte: mediasetplay.it
Il risultato è un programma nel quale spesso si attende non soltanto di vedere cosa porterà sul palco il concorrente successivo, ma anche quale sarà la reazione dei giudici, come interagiranno tra loro e quali situazioni prenderanno forma durante la puntata.
È un cambiamento che ha avvicinato Tú sí que vales al varietà, anche se non a quello classico del sabato sera costruito attorno a grandi ospiti, musica e spettacolo.
La trasmissione ha sviluppato una formula più ibrida, nella quale la gara continua a essere presente ma condivide sempre più spazio con momenti che hanno una funzione autonoma rispetto alle esibizioni.
Lip Sync: quando la giuria diventa parte dello spettacolo
L’evoluzione di Tú sí que vales si vede soprattutto nel ruolo che ricoprono i giudici.
Un esempio significativo è rappresentato dal Lip Sync, lo spazio nel quale i protagonisti si esibiscono in playback interpretando brani famosi, spesso attraverso travestimenti e imitazioni degli artisti originali.
Sperimentato nelle edizioni precedenti, nel 2025 è diventato un intero blocco ad inizio puntata, trasformandosi in un format nel format.

Ambra Angiolini e Maria De Filippi protagoniste del lip sync nella prima puntata di Tú sí que vales 2026. Fonte: mediasetplay.it
I giudici si mettono in gioco in duetti e interpretazioni accompagnati da ospiti diversi nelle varie puntate.
È un momento che porta il talent verso un registro ancora più leggero e informale, quasi da “villaggio estivo”.
Una formula che rischia di diventare prevedibile
Nonostante una formula ormai ben collaudata e ancora capace di funzionare, uno dei suoi limiti è che alcune dinamiche appaiono oggi più costruite che spontanee.
Non soltanto gli scherzi rivolti alla Ferilli, ma anche le interazioni tra Maria De Filippi, Rudy Zerbi, Luciana Littizzetto e Paolo Bonolis finiscono talvolta per riproporre schemi già visti.

Maria De Filippi e Sabrina Ferilli regalano un siparietto divertente al pubblico di Tú sí que vales. Fonte: mediasetplay.it
La complicità tra i protagonisti contribuisce al carattere familiare del programma ed è uno dei punti di forza. Ma quando le stesse situazioni ritornano troppo spesso rischiano di perdere efficacia.
Una gag può funzionare proprio perché arriva quando meno te l’aspetti. Quando invece il pubblico ha già capito come andrà a finire, perde la freschezza che inizialmente la rendeva efficace.
Le esibizioni, però, sono ancora il punto forte
Questo non significa che Tú sí que vales abbia perso la sua capacità di proporre talenti e numeri capaci di sorprendere.
Le esibizioni restano uno degli aspetti più interessanti del programma.

Nel corso delle puntate arrivano acrobati, artisti circensi, illusionisti, performer e persone capaci di mettere in scena numeri che difficilmente trovano spazio in TV. Fonte: mediasetplay.it
Alcune performance hanno una componente spettacolare molto forte e riescono ancora a sorprendere.
Funzionano anche le esibizioni realizzate fuori dallo studio, quando i giudici si trovano ad assistere direttamente a qualcosa che viene organizzato lontano dal loro consueto posto in studio.
Sono momenti che danno al programma una dimensione diversa e mantengono quella componente di sorpresa che dovrebbe appartenere a un talent.

Il set allestito all’esterno dello studio 8 del Centro Titanus Elios di Roma dove viene registrato Tú sí que vales. Fonte: mediasetplay.it
Tú sí que vales continua quindi ad avere tutti gli elementi per funzionare molto bene come talent show.
Tú sí que vales 2026: una formula ormai consolidata
La nuova edizione, partita sabato 3 ottobre 2026, conferma in gran parte la struttura costruita negli ultimi anni.
In giuria ritroviamo i giudici già presenti lo scorso anno, così come Sabrina Ferilli che continua a rappresentare il giudizio popolare.
Cambia invece la conduzione: Elisabetta Canalis prende il posto di Giulia Stabile, affiancando Martin Castrogiovanni e Alessio Sakara.
Tra le novità c’è anche il ritorno di Belén Rodríguez, non più nel ruolo di conduttrice ma in qualità di giudice nelle sfide di Lip Sync.
Rimangono le esibizioni di artisti provenienti da diverse parti del mondo e di ogni età insieme ai momenti di leggerezza che caratterizzano il programma.
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Dopo tredici edizioni, la trasmissione ha un’identità riconoscibile e un gruppo di protagonisti che il pubblico conosce bene.
Il programma ha costruito intorno al talent uno spettacolo più ampio, nel quale le esibizioni convivono con elementi di varietà.
È una combinazione che ha contribuito a consolidarne la presenza nel sabato sera di Canale 5, con una media di circa 4,5 milioni di spettatori e il 26% di share, confermandone il successo nel tempo.
Tu sì que vales non ha necessariamente bisogno di tornare a essere soltanto un talent show puro.
La sua evoluzione verso un programma ibrido è ormai evidente e rappresenta una parte importante della sua identità.
Ha però bisogno di procedere in “sottrazione” tornando ad essere un talent con elementi di varietà e non un varietà con elementi di talent.
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