È quasi magia Johnny: il ricordo innocente e la storia che era davvero
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Rivedendo È quasi magia Johnny, ci si accorge che il ricordo di quando eravamo bambini è sempre stato un po’ più innocente della realtà.
Non perché la serie fosse davvero scandalosa, ma perché tra ciò che era in origine — la serie è prodotta in Giappone — e ciò che è arrivato in Italia c’è stata una trasformazione sottile, quasi invisibile.
Una distanza fatta di adattamenti, tagli e scelte editoriali che hanno inciso direttamente sul racconto. Non solo episodi accorciati o scene eliminate, ma piccoli interventi continui che, messi insieme, hanno cambiato il modo in cui quella storia è stata percepita.
È quasi magia Johnny è stato, per molti, il cartone dell’infanzia.
Un punto fermo per chi è cresciuto tra gli anni ’80 e ’90, un titolo che ancora oggi richiama un immaginario preciso, fatto di pomeriggi davanti alla TV e sigle che restano in testa.
Un elemento che ha contribuito in modo decisivo a fissare È quasi magia Johnny nell’immaginario collettivo è senza dubbio la sigla italiana.

Cantata da Cristina D’Avena, è una di quei brani che molti ricordano ancora oggi quasi per intero, anche a distanza di anni.
È quasi magia Johnny: una storia semplice, ma emotivamente instabile
Al centro della serie c’è Johnny, un ragazzo di quindici anni dotato di poteri paranormali. Per i giapponesi si chiama Kyōsuke Kasuga.

Johnny, il protagonista della serie: un adolescente diviso tra la gestione dei suoi poteri paranormali e le prime cotte. Fonte: screenshot video dailymotion.com
Si trasferisce spesso con la sua famiglia, costretto a cambiare città ogni volta che lui o le sue sorelle rischiano di farsi scoprire per i poteri che possiedono.
Johnny può tele trasportarsi, spostare oggetti con la mente e perfino viaggiare nel tempo.
A differenza di personaggi di altre storie non usa questi poteri per salvare il mondo o aiutare gli altri.
Li usa per uscire dai guai, per rimediare a una bugia o per sistemare una situazione sfuggita di mano.
L’inizio del cartone animato: un incontro e un equilibrio fragile
È quasi magia Johnny si apre con il protagonista che conta i gradini di una scalinata della città in cui si è appena trasferito.
Recupera un cappello di paglia rosso volato via per il vento: appartiene a Sabrina (Madoka), e in quel momento Johnny resta immediatamente colpito da lei.

Tutto comincia da qui: 100 gradini, un cappello rosso che vola nel vento e il primo sguardo tra Johnny e Sabrina. Fonte: screenshot video dailymotion.com
I due si scambiano poche battute, discutono sul numero dei gradini, e prima di salutarsi Sabrina gli lascia il cappello.
Il giorno dopo, nella nuova scuola, incontra Tinetta (Hikaru), amica di Sabrina e suo opposto perfetto: espansiva e diretta.

Tinetta sorride radiosa in un uno dei primi episodi “È quasi magia Johnny”.
È lei a scegliere Johnny, senza esitazioni. E lui, invece di dichiararsi a Sabrina, accetta le avance di Tinetta.
È qui che la storia prende forma. Johnny si ritrova fidanzato con Tinetta, ma emotivamente legato a Sabrina.
Sabrina, dal canto suo, trattiene quello che prova per non ferire l’amica.
Tinetta, invece, vive il rapporto con una sincerità che rende tutto ancora più difficile.
La serie resta sospesa in questa tensione continua, dove ogni scelta sembra sempre rimandata.
Nel frattempo, la quotidianità scolastica scorre tra amici, equivoci e situazioni paradossali tra Michele e Carlo, due personaggi spesso ridotti a una caricatura dell’ossessione adolescenziale per il sesso, le sorelle di Johnny, Manuela e Simona, e soprattutto i poteri, che entrano in gioco ogni volta che la realtà diventa difficile da gestire.

Il cuore della famiglia: il papà e le sorelle di Johnny. Fonte: screenshot video dailymotion.com
La scelta di dare nomi italiani, invece di mantenere quelli originali, fu fatta probabilmente per rendere tutto più immediato per il pubblico dell’epoca.
Ma è anche vero che i bambini hanno sempre dimostrato di sapersi adattare a nomi e suoni lontani, come accaduto in altre serie.
Italia vs Giappone: cosa cambia davvero in È quasi magia Johnny
In Giappone, la serie dal titolo originale Kimagure Orange Road (Strada arancione capricciosa) nasce prima come manga e diventa anime nel 1987, prodotto da Studio Pierrot.

Sabrina (Madoka) domina la scena nella copertina del primo numero di Kimagure Orange Road.
La serie conta 48 episodi della durata di circa 20 minuti, ma, come vedremo, in Italia non hanno mai trasmesso due episodi.
Quando arriva in Italia, nel 1989, all’interno di Bim Bum Bam, un contentitore pomeridiano per bambini andato in onda su Italia 1, viene riletto come prodotto per bambini.
Ma È quasi magia Johnny non è un cartone per bambini, quanto piuttosto una storia pensata per un pubblico adolescenziale, se non adulto.
È quasi magia Johnny: un anime pensato per adolescenti
Basta osservare Sabrina per capirlo. È un personaggio distante dagli stereotipi più semplici: indipendente, spesso ambigua, difficile da decifrare.
È lei a introdurre quella sfumatura malinconica che attraversa tutta la storia, rendendola più complessa di quanto sembri in superficie.
Gli episodi mai trasmessi: cosa è stato escluso e perché
Tra i casi emblematici c’è l’episodio 35, completamente escluso dalla versione italiana.
Qui Johnny viene ipnotizzato dagli amici e finisce in una sequenza di situazioni imbarazzanti, tra equivoci e momenti al limite.
In una scena, tenta un avvicinamento piuttosto esplicito con Sabrina, che resta in biancheria intima.

Sabrina, visibilmente scossa fugge frettolosamente inseguita da Johnny. Fonte: screenshot video dailymotion.com
Se in Giappone questi elementi rientravano in una normalità narrativa diffusa negli anni ’80 e ’90 — come si vede anche in C’era una volta Pollon — in Italia venivano considerati inaccettabili per un pubblico infantile.
Anche l’episodio 37 sparisce dalla versione italiana, questa volta per la presenza di violenza legata a bande giovanili.
Perché È quasi magia Johnny è stato censurato in Italia
In Italia, Mediaset intervenne in modo massiccio sull’adattamento con centinaia di tagli spesso anche di pochi secondi. Il portale MegaNerd ha ricostruito nel dettaglio gran parte di queste modifiche.
Non si trattava solo di eliminare contenuti legati alla sfera sessuale.

Kimagure Orange Road è celebre per il suo mix unico di romanticismo e malizia. Scene quotidiane come questa, spesso tagliate nella versione italiana, mostrano il lato più realistico e spregiudicato dell’adolescenza raccontata dall’autore Izumi Matsumoto. Fonte: screenshot video dailymotion.com
Nell’episodio 3, ad esempio, Johnny, Michele e Renato entrano in un fast food dove li accoglie una cameriera dal seno prosperoso.
Nell’episodio 4, invece, il taglio riguarda una sequenza al cinema: un uomo in impermeabile apre il fuoco con un mitra, colpendo alcune persone.
Tagli diversi, ma guidati dalla stessa logica: rendere la serie compatibile con un pubblico più giovane, anche a costo di modificarne il tono.
È quasi magia Johnny: un anime anni ’80 finito nel posto sbagliato
La perplessità, per concludere, non è tanto nei tagli — per quanto numerosi e, in alcuni casi, invasivi.
Il vero nodo sta a monte, nella scelta editoriale di proporre su Italia 1 un prodotto come Kimagure Orange Road all’interno di uno spazio pensato per bambini.

Una delle numerose scene rimosse dall’edizione italiana di Kimagure Orange Road (È quasi magia Johnny). Fonte: screenshot video dailymotion.com
Forse la vera alternativa non era intervenire così pesantemente sul contenuto, ma ripensarne la collocazione.
Inserirlo in una fascia oraria diversa, più serale o rivolta a un pubblico adolescenziale, avrebbe probabilmente permesso di preservarne l’identità.
Perché il problema non è che quella storia fosse inadatta in assoluto, ma che lo diventava nel momento in cui veniva proposta al pubblico sbagliato.
E forse è proprio lì che nasce lo scarto tra ciò che ricordiamo e ciò che È quasi magia Johnny era davvero.
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