Verissimo con Cristina Parodi: tutti i colori della cronaca nel pomeriggio di Canale 5
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Prima delle interviste ai personaggi famosi con Silvia Toffanin, Verissimo era un rotocalco quotidiano con Cristina Parodi che ne ha guidato le prime edizioni.
Il sottotitolo era Tutti i colori della cronaca.
Una frase che chiariva subito l’intenzione della trasmissione: occuparsi di cronaca nera, bianca e rosa, senza rinunciare alle notizie di costume e alle vicende del mondo dello spettacolo.

Cristina Parodi durante una puntata di Verissimo. Fonte: Verissimo, Mediaset Infinity
Cristina Parodi portò su Canale 5 uno stile giornalistico sobrio e una formula capace di alternare servizi, collegamenti e notizie leggere, in un pomeriggio televisivo che stava sperimentando nuove forme di racconto.
Le origini di Verissimo con Cristina Parodi: un rotocalco sotto la testata del TG5
Verissimo debuttò su Canale 5 il 16 settembre 1996.
Ideato da Gregorio Paolini, storico autore di molti programmi Rai e Mediaset, il programma era inizialmente legato alla testata del TG5, diretto allora da Enrico Mentana.
Cristina Parodi arrivava proprio dal telegiornale, di cui era stata uno dei volti più conosciuti.
La proposta di condurre un rotocalco pomeridiano le offriva la possibilità di misurarsi con un formato differente, senza allontanarsi del tutto dall’informazione.
Nel podcast BFF – Best Friend Florencia, parlando con Florencia Di Stefano-Abichain, Parodi ha spiegato anche la ragione personale che l’aveva spinta ad accettare:
“Perché mi ero innamorata, volevo sposarmi, il TG5 era a Roma, Verissimo era Milano, la mia idea era di stare al nord tra Milano e Bergamo”.
La scelta segnò il passaggio dal telegiornale a una trasmissione dove poteva occuparsi di una notizia di attualità e subito dopo passare al mondo dello spettacolo.
Tutti i colori della cronaca, dal lunedì al venerdì
Nelle prime edizioni Verissimo andava in onda dal lunedì al venerdì, in diretta, dalle 18:00 alle 18:45.
La trasmissione apparteneva a quel genere che viene definito infotainment, l’incontro tra informazione e intrattenimento.

Nel caso di Verissimo, però, la componente giornalistica era particolarmente evidente: i servizi e i collegamenti avevano un ruolo importante e la conduzione di Cristina Parodi manteneva un tono composto, vicino a quello di un telegiornale.
Con il tempo la trasmissione conquistò sempre più spazio nel pomeriggio della rete.
Lo stile di Cristina Parodi e lo studio di Verissimo
Cristina Parodi conduceva il programma con un’eleganza che le è sempre stata riconosciuta.
Anche la regia rifletteva questo stile, caratterizzandosi per movimenti di macchina “fluidi”, che accompagnavano dinamicamente la conduttrice nei suoi spostamenti all’interno dello studio, evitando una messa in scena statica.
La regia della prima edizione fu affidata a Duccio Forzano; dalla seconda stagione fino al 2003 se ne occupò Maurizio Pagnussat. Entrambi avrebbero poi lavorato a importanti produzioni televisive, comprese quelle legate al Festival di Sanremo.
La Parodi non cercava toni enfatici: la sua voce pacata e il modo misurato di stare in video erano parte del carattere della trasmissione.
Anche lo studio richiamava l’impostazione di un telegiornale. Al centro c’era una scrivania, mentre alle spalle della conduttrice un videowall e una grande V, iniziale del titolo.

Cristina Parodi alla scrivania di Verissimo. Fonte: canale YouTube
S.N.A.R.P.
In un’altra zona era presente una postazione che ricordava una redazione, con alcune giornaliste al lavoro.
Era una scelta scenografica coerente con le origini del programma.
Verissimo aveva un proprio spazio e un tono più aperto rispetto al telegiornale, ma non nascondeva la sua matrice giornalistica.
Nella prima edizione trovava spazio la cronaca rosa anche grazie a Enrico Papi, che curava la rubrica Parola di Papi. Il suo intervento portava in trasmissione un registro più leggero e mondano, distinto da quello della conduttrice.
I collegamenti dai luoghi in cui si verificavano fatti di cronaca erano affidati a Marco Liorni. La sua presenza sul territorio consentiva di affiancare al lavoro in studio le voci e le immagini provenienti direttamente dai luoghi degli avvenimenti.
E come non ricordare Giri di valzer, la rubrica che partiva dopo i saluti finali di Cristina Parodi e raccoglieva una serie di brevi notizie e curiosità.
Da Verissimo quotidiano al programma del weekend
Nel 2005 Cristina Parodi lasciò il programma. Dopo di lei arrivarono Benedetta Corbi e Giuseppe Brindisi, seguiti da Paola Perego.
Nel 2006 la conduzione passò a Silvia Toffanin, che da allora è rimasta alla guida di Verissimo.
Con Silvia Toffanin la cronaca, che nelle prime edizioni occupava una parte importante della puntata, ha lasciato spazio alle interviste e ai racconti personali degli ospiti.
La collocazione è diventata quella del fine settimana, con appuntamenti il sabato e la domenica con una struttura più vicina a quella di un talk show.

Cristina Parodi durante l’intervista a Silvia Toffanin, in una puntata di Verissimo del 2020. Fonte: Verissimo, Mediaset Infinity
Il Verissimo attuale si concentra soprattutto sui protagonisti dello spettacolo e sulle vicende private, raccontate con un tono più patinato e glamour.
In altre parole, è diventato un programma completamente diverso da quello delle origini, del quale ha mantenuto soltanto il titolo.
Un modo diverso di raccontare la cronaca in televisione
Il Verissimo di Cristina Parodi aveva una caratteristica precisa: cercava di tenere insieme diversi aspetti dell’attualità, senza concentrarsi esclusivamente su un singolo genere di notizie.
Il confronto con programmi come La Vita in Diretta o Dentro la Notizia porta a chiedersi se oggi ci sarebbe ancora spazio per un rotocalco capace di offrire una panoramica di notizie diverse, mantenendo un tono giornalistico misurato.
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Non è detto che una formula televisiva di trent’anni fa possa funzionare ancora nello stesso modo.
Il contesto è cambiato, così come le abitudini del pubblico e il modo di seguire le notizie.
Ma il Verissimo di Cristina Parodi resta interessante proprio per quello che provava a fare: accompagnare il pubblico nel pomeriggio tra cronaca, attualità, curiosità e spettacolo, senza trasformare tutto in un unico caso da seguire.
Oggi Cristina Parodi è lontana dalla televisione, focalizzata sul mondo della moda e dell’imprenditoria.
Tuttavia, guardando ai suoi trascorsi al timone di Verissimo, la televisione di oggi non avrebbe ancora bisogno di un volto capace di raccontare l’attualità con la sua stessa innata misura ed eleganza?
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