Streghe, la serie cult che ha conquistato una generazione su Rai 2

Streghe, la serie cult di Rai 2 che ha conquistato una generazione: la storia delle sorelle Halliwell, gli ascolti e il fenomeno televisivo.
12 Agosto 2026
Streghe halliwell
"Il potere del trio". Prue, Piper e Paige: la magia e il legame indissolubile delle sorelle Halliwell. Fonte: screenshot Canale Youtube MarkStringer‘s Cut
  • 6' di lettura

Le serie televisive americane hanno trovato da sempre in Italia terreno fertile e Streghe, in onda su Rai 2 alla fine degli anni Novanta, diventò in poco tempo un vero e proprio cult.

In quello stesso periodo, le sorelle Halliwell riuscirono a conquistare una generazione di spettatori, portando sul piccolo schermo una storia in cui magia e vita quotidiana finivano continuamente per incontrarsi.

Prue, Piper e Phoebe, le sorelle Halliwell, vivono in una grande casa di San Francisco e hanno qualcosa che le distingue dalle altre protagoniste dei telefilm dell’epoca: sono streghe.

Streghe casa Halliwell

La celebre casa di San Francisco dove Prue, Piper e Phoebe vivono custodendo il loro segreto. Fonte: screenshot Canale Youtube MarkStringer‘s Cut

Possono fermare il tempo, muovere gli oggetti, prevedere il futuro e combattere demoni. Ma devono anche andare al lavoro e cercare di capire come tenere insieme una famiglia che, puntata dopo puntata, diventa il vero centro della loro storia.

A più di venticinque anni dal debutto americano, Charmed, questo il titolo originale, continua così a occupare un posto particolare nella mente di chi, in quegli anni, era adolescente o poco più.

Non soltanto perché è stata una delle serie fantasy più popolari della sua epoca, ma perché ha saputo rendere la magia e il soprannaturale sorprendentemente vicini a chi guardava.

Seguendo le storie di Prue, Piper e Phoebe, anche demoni, incantesimi e poteri finivano per sembrare parte di un mondo non così lontano dal nostro.

La nascita di Streghe

Negli Stati Uniti Charmed debutta il 7 ottobre 1998 sulla rete The WB.

La premessa è semplice: tre sorelle scoprono di appartenere a una lunga stirpe di streghe e di possedere poteri destinati a cambiare per sempre le loro vite.

Dopo la morte della nonna, Phoebe torna nella casa di famiglia e ritrova l’antico Libro delle Ombre. Da quelle pagine prende forma il Potere del Trio, una forza che unisce le tre sorelle e le rende particolarmente potenti nella lotta contro il male.

Streghe libro delle ombre

L’antico Libro delle Ombre, custode di incantesimi, segreti e della storia della famiglia Halliwell. Fonte: screenshot Canale Youtube MarkStringer‘s Cut

Tra il 1998 e il 2006 la serie arriverà a otto stagioni e 178 episodi.

La casa delle Halliwell diventa così il centro di un universo popolato da demoni, stregoni, fantasmi, angeli e altre creature soprannaturali.

Ma la magia è soltanto la superficie.

Sotto gli incantesimi c’è una storia molto più umana: quella di tre ragazze costrette a imparare a convivere con un potere che non hanno scelto e con responsabilità sempre più grandi.

Quando la magia non era una cosa (troppo) seria

La magia, però, non era sempre una cosa seria.

Le sorelle Halliwell dovevano continuamente trovare un equilibrio tra i loro poteri e una vita quotidiana tutt’altro che normale, e proprio da questo nascevano molti dei momenti più divertenti della serie.

Piper, più delle altre, incarnava questo contrasto: cercava una vita tranquilla, ma intorno a lei succedeva continuamente qualcosa di soprannaturale.

Streghe Piper e Prue, Phoebe (Alyssa Milano)

Le attrici che interpretano le sorelle Halliwell, da sinistra: Piper (Holly Marie Combs), Prue (Shannen Doherty) e Phoebe (Alyssa Milano). Fonte: screenshot Canale Youtube MarkStringer‘s Cut

I poteri diventavano così anche fonte di equivoci, soprattutto quando le sorelle erano costrette a nascondere la propria identità a fidanzati, amici e persone comuni.

In questo Streghe aveva qualcosa in comune con altre serie fantasy di quegli anni, a cominciare da Buffy l’ammazzavampiri, ma con un approccio diverso.

Se nella serie con Sarah Michelle Gellar il soprannaturale diventava spesso una metafora dei problemi dell’adolescenza, in Streghe entrava direttamente nella vita di tutti i giorni delle protagoniste.

Una cena, un appuntamento, una giornata di lavoro potevano improvvisamente trasformarsi in qualcosa di assurdo. Era proprio questo continuo passaggio tra normalità e magia a rendere la serie leggera anche quando raccontava demoni, combattimenti e pericoli.

Streghe su Rai 2: quando la serie arrivò in Italia

In Italia Streghe arriva su Rai 2 alla fine del 1999, inserendosi in una stagione televisiva nella quale le serie americane erano ormai diventate uno dei punti di forza della programmazione rivolta ai più giovani.

Erano gli anni di Buffy l’ammazzavampiri, Dawson’s Creek, Roswell e, poco dopo, Smallville.

Rai 2, così come la diretta concorrente Italia 1, aveva costruito attorno a questi titoli una parte importante della propria identità e Streghe trovò rapidamente il proprio spazio.

Il titolo originale Charmed venne sostituito in Italia da Streghe, una scelta diretta e immediatamente comprensibile. Ma sarebbe stato il pubblico a dare alla serie il significato più importante: quello di un appuntamento da seguire settimana dopo settimana.

Streghe, un successo per Rai 2

Quando Streghe arrivò su Rai 2, il pubblico italiano rispose con numeri che ne confermarono fin da subito il successo.

La prima stagione trasmessa in Italia registrò una media di circa 4,2 milioni di spettatori per episodio con oltre il 15% di share. La seconda andò anche meglio: 4,4 milioni di spettatori.

La serie aveva costruito un pubblico affezionato, capace di seguire le vicende delle sorelle Halliwell stagione dopo stagione.

La terza stagione, pur segnando una prima flessione, mantenne comunque una media di circa 3,7 milioni di spettatori e il 13% di share, confermando la forza della serie.

L’addio di Prue e l’arrivo di Paige

Alla fine della terza stagione Shannen Doherty lascia Streghe e Prue Halliwell esce di scena.

Per una serie costruita sul rapporto tra tre sorelle, è un cambiamento enorme.

Gli autori scelgono però di non interrompere il racconto e introducono un nuovo personaggio: Paige Matthews, interpretata da Rose McGowan, una sorellastra delle Halliwell fino a quel momento sconosciuta.

Il trio cambia volto.

Streghe Paige Rose McGowan.

Con l’uscita di scena di Prue (Shannen Doherty) al termine della terza stagione, la quarta serie vede l’arrivo di Paige Matthews, interpretata da Rose McGowan. Fonte: screenshot Canale Youtube streghe@forever

Per chi aveva seguito la serie fin dall’inizio, l’assenza di Prue rappresenta inevitabilmente una frattura. Ma Streghe riesce a continuare per altre cinque stagioni, mantenendo il rapporto tra le tre protagoniste al centro della storia.

Gli ascolti, però, iniziano progressivamente a ridursi.

Tra la quarta e l’ottava stagione, infatti, la serie ebbe una media di 2-3 milioni di spettatori, fino ad arrivare all’ultima stagione, che registrò una media di circa 2 milioni di spettatori e l’11% di share.

Un fenomeno naturale per una serie arrivata all’ottava stagione, dopo anni di programmazione e diversi cambiamenti nel cast e nelle dinamiche narrative. Il pubblico rimane, ma il fenomeno non ha più la stessa forza degli inizi.

Il reboot di Streghe del 2018

Nel 2018 The CW prova a riportare Charmed sul piccolo schermo con un reboot.

La nuova serie conserva l’idea delle tre sorelle dotate di poteri soprannaturali, ma cambia protagoniste, personaggi e ambientazione narrativa.

Il progetto arriva a quattro stagioni, ma non riesce a replicare l’impatto dell’originale.

Streghe il ritorno

Le protagoniste del reboot di Streghe: Macy Vaughn (Madeleine Mantock), Mel Vera (Melonie Diaz) e Maggie Vera (Sarah Jeffery). Fonte: Ufficio Stampa Rai 

In Italia il reboot andò in onda su Rai 2 nel 2019. I primi tre episodi trasmessi il 7 luglio raggiungono complessivamente una media di circa 688 mila spettatori e il 4,2% di share.

Il confronto con la serie originale è inevitabile. Numeri completamente diversi.

Ma forse è proprio questo il punto: il successo di Streghe non dipendeva soltanto dall’idea delle tre sorelle con poteri magici. Era legato a quei personaggi, alle attrici che li interpretavano, al momento televisivo in cui la serie arrivò e al rapporto costruito nel tempo con gli spettatori.

Riproporre la magia non significava necessariamente ricreare quel legame.

Streghe, la serie cult di una generazione

Riguardata oggi, Streghe mostra inevitabilmente i segni del tempo.

Gli effetti speciali appartengono alla televisione della fine degli anni Novanta. Alcune storie possono apparire ingenue e certe soluzioni narrative risentono profondamente dell’epoca in cui sono state concepite.

Ma il ricordo della serie non dipende dalla perfezione della produzione.

Dipende dal modo in cui è riuscita a trasformare i suoi personaggi in presenze riconoscibili, in qualcosa che tornava ogni settimana nella vita di chi la seguiva.

Streghe – Sigla Prima Serie
Streghe - Sigla Prima Serie

All’epoca non c’erano piattaforme sulle quali guardare un’intera stagione in pochi giorni. Non c’era la possibilità di premere un pulsante per sapere immediatamente cosa sarebbe successo nella puntata successiva.

Bisognava aspettare una settimana. E quell’attesa faceva parte del racconto.
Si guardavano spesso due episodi nella stessa serata, si ripensava a quello che era successo, si cercavano anticipazioni e si provava a immaginare cosa sarebbe accaduto nella puntata successiva.

Forse è proprio questa la vera magia di Streghe.

Non averci fatto credere davvero ai demoni o agli incantesimi, ma averci fatto desiderare di poter avere, almeno per una volta, i poteri delle tre sorelle.

E soprattutto aver trasformato l’attesa di una settimana in parte del piacere di guardare una serie televisiva.

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