Stefano De Martino conduttore di Sanremo 2027: perché è la scelta giusta della Rai
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L’annuncio è arrivato durante l’ultima serata del Festival 2026: Stefano De Martino sarà il prossimo Direttore Artistico e conduttore di Sanremo 2027.
A soli 37 anni, De Martino si appresta a diventare uno dei più giovani conduttori nella storia della kermesse a ricoprire il doppio ruolo, o quanto meno del Sanremo degli ultimi anni.

Un abbraccio che segna l’inizio di una nuova era. Stefano De Martino commosso riceve il testimone da Carlo Conti durante la serata finale del Festival di Sanremo 2026. Fonte: screenshot video Youtube Rai
Le reazioni critiche non mancheranno. Giornalisti, osservatori e una parte di pubblico storceranno il naso.
Si scriverà che è troppo presto, che servono decenni di carriera per guidare il Festival, che l’esperienza non si improvvisa.
Eppure, proprio per questo, la scelta di Stefano de Martino come conduttore e direttore artistico a Sanremo 2027 appare coraggiosa, rischiosa — ma giusta.
Stefano de Martino: la nuova generazione di conduttori che serve
Per anni Sanremo ha alternato due modelli dominanti: quello istituzionale e quello rassicurante. Anche nei momenti di innovazione, la conduzione restava ancorata a un’idea di classicità.
Quello del 2026 è stato un Festival elegante e scorrevole, pienamente dentro una tradizione televisiva riconoscibile, in continuità con l’epoca di Pippo Baudo.
De Martino appartiene a un’altra grammatica televisiva. Non è cresciuto nella conduzione classica, ma in contesto contemporaneo.
Non è un volto che rappresenta la televisione come istituzione, ma la televisione come processo in divenire.
È una scelta di rottura. Ed è proprio per questo che appare giusta.
Perché, dopo anni di perfezione rassicurante, forse al Festival serviva un cambio di respiro.
Stefano De Martino e la costruzione di un’identità televisiva
Nonostante un’esperienza ancora giovane rispetto ai grandi direttori artistici del passato, Stefano De Martino ha dimostrato di saper crescere dentro la televisione e di saperla abitare con garbo e professionalità.
Stefano de Martino merita di provarci.
Merita di provarci perché il percorso di De Martino, pur rapido, è stato sorprendentemente lineare.
Nel 2009 è concorrente di Amici di Maria De Filippi.
Nel 2018 diventa inviato de L’isola dei famosi, su Canale 5. Poi arrivano la conduzione di Made in Sud e soprattutto di Stasera tutto è possibile su Rai 2.
È proprio qui che avviene il salto.
“Stasera tutto è possibile”: la palestra dell’imprevisto
Il vero punto di svolta nella carriera di De Martino non è stato un programma di punta, ma un laboratorio televisivo come Stasera tutto è possibile.
Format costruito sull’improvvisazione, lontanissimo dall’idea tradizionale di conduzione. In quel contesto De Martino ha costruito la sua cifra: la capacità di abitare il caos senza irrigidirlo.

Stefano De Martino durante un gioco di Stasera tutto è possibile insieme ad alcuni protagonisti del programma. Fonte: screenshot video Youtube Rai
Non impone il ritmo: lo segue. Non controlla il programma dall’alto, ma si muove dentro il flusso.
Il successo progressivo del programma ha consolidato la sua credibilità come conduttore. L’edizione del 2025 è stata seguita da una media di 2,2 milioni di spettatori e il 15% di share, con un punte del 17% nell’ultima puntata.
Sanremo, che negli ultimi anni è diventato anche uno spazio di imprevedibilità e frammentazione, potrebbe trovare in questa attitudine una risorsa inattesa.
Stefano de Martino ad “Affari tuoi”: il trampolino di lancio per Sanremo 2027
La vera consacrazione arriva però con Affari tuoi.
Subentrare ad Amadeus significava raccogliere un’eredità pesante. Il game show di Rai 1 era tornato centrale proprio grazie alla sua conduzione.

Stefano De Martino al centro dello studio di Affari tuoi, insieme ai concorrenti schierati dietro i celebri pacchi regionali.
De Martino ha scelto di non imitare. Ha trasformato il programma in un mini-varietà quotidiano, inserendo intermezzi coreografici, interazione e momenti di leggerezza.
L’obiettivo è stato raggiunto: ascolti mantenuti e spesso superati, con picchi oltre il 30% di share.
È qui che dimostra di poter sostenere la fascia più competitiva della televisione italiana.
“Bar Stella” e il teatro: la dimensione autoriale
Se Affari tuoi è il successo popolare, Bar Stella è stato il manifesto più personale.
Programma di seconda serata dove De Martino ha mostrato una dimensione da one man show.
Questa capacità è stata poi consacrata dal suo tour teatrale, “Meglio Stasera”, dove tra monologhi e passi a due ha confermato di saper reggere il palco da solo, senza il paracadute del format televisivo.

Bar Stella è stato un programma di seconda serata ispirato alla televisione di Renzo Arbore.
Un salotto notturno tra musica, improvvisazione e leggerezza, lontano dalla frenesia dell’intrattenimento contemporaneo.
Il teatro elimina protezioni e montaggi. Ed è una dimensione che dialoga profondamente con la natura del Festival, evento dal vivo per eccellenza.
Questa esperienza rafforza la percezione di un conduttore capace di reggere il palco più importante.
Quello che Stefano de Martino non deve fare a Sanremo 2027
Se la scelta di De Martino è una rottura necessaria, il rischio opposto è trasformarla in una continuità autoreferenziale.
In questa ottica, ciò che Stefano de Martino non dovrà fare al Festival di Sanremo 2027 sarà affidarsi in modo sistematico al gruppo di colleghi e amici che lo hanno accompagnato nelle sue trasmissioni e che rischierebbero di saturare dinamiche già viste.
Sanremo non può diventare una succursale di Stasera tutto è possibile o un’estensione del suo immaginario comico abituale. Deve restare un evento nazionale, non un format personale ampliato. La chiave sarà trovare un equilibrio nuovo, una combinazione capace di parlare a un pubblico ampio e trasversale.
Stefano De Martino: può davvero guidare la direzione artistica di Sanremo 2027?
Certo il dubbio legittimo che tutti possiamo avere è sulla sua mancanza di background musicale. Ma Sanremo è una macchina complessa.
Stefano De Martino a Sanremo 2027, potrà (e dovrà) affidarsi a un team di esperti e consulenti musicali per la selezione dei brani..
A sostenerlo ci sarà un team di autori che lo aiuterà a mettere in scena lo spettacolo giusto per un evento di portata così importante. La direzione artistica non è un atto solitario. È una visione coordinata.
Stefano De Martino a Sanremo 2027: il passaggio generazionale del Festival
Affidare Sanremo a De Martino è, inutile negarlo, un rischio.
Eppure, è proprio per questo che la scelta della Rai appare non solo coraggiosa, ma giusta.
De Martino rappresenta un linguaggio visivo e comunicativo diverso. È il volto dei social, di una TV che non ha paura di sporcarsi le mani con l’improvvisazione.

Il momento in cui Carlo Conti passa il testimone della conduzione e della direzione artistica del Festival di Sanremo a Stefano De Martino.
La Rai ha scelto di rischiare. Ma ha scelto di farlo nel momento giusto.
Perché la vera sicurezza, in televisione, non è ripetere ciò che funziona. È capire quando ciò che funziona ha bisogno di essere rimesso in discussione.
E forse, dopo anni di equilibrio perfetto, era proprio questa la novità necessaria: una rottura misurata, ma reale.
Perché il Festival, per restare centrale, ha bisogno anche di questo: del coraggio di affidarsi a chi rappresenta un passaggio generazionale vero, non solo anagrafico ma culturale.
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