La Ruota della Fortuna: come Gerry Scotti ha riportato al successo Canale 5 nell'access prime time

La Ruota della Fortuna rilancia l’access prime time di Canale 5: perché il quiz di Gerry Scotti è diventato un caso televisivo.
25 Marzo 2026
logo la ruota della fortuna
Il logo della nuova versione de La Ruota della Fortuna. Fonte: .endemolshine.it
  • 6' di lettura

La Ruota della Fortuna è tornata a occupare un posto di rilievo nella televisione italiana, conquistando l’access prime time di Canale 5 e trasformandosi, puntata dopo puntata, in un appuntamento capace di coinvolgere spettatori di tutte le età.

Il percorso che ha portato a questo risultato inizia nella primavera del 2024, quando il quiz era tornato nel preserale di Canale 5 dopo quindici anni di assenza.

Le ultime edizioni, infatti, erano andate in onda su Italia 1, condotte da Enrico Papi.

La crisi di Striscia la Notizia e il test estivo

Per comprendere fino in fondo la portata di questo successo, è necessario guardare alla crisi che negli ultimi anni ha investito l’access prime time di Canale 5, una delle fasce più delicate della televisione generalista.

Per oltre trent’anni, Striscia la Notizia ha rappresentato il pilastro dell’access prime time di Canale 5. Negli ultimi anni, però, il programma ideato da Antonio Ricci ha mostrato segni evidenti di affaticamento.

Nell’ultima edizione 2024-2025, la trasmissione di Antonio Ricci aveva registrato una media di 2,8 milioni di spettatori e circa il 14% di share.

Il confronto con Affari Tuoi, leader dell’access prime time su Rai 1, è apparso impietoso nello stesso periodo. Il game show condotto da Stefano De Martino ha superato stabilmente i 5,5 milioni di spettatori, raggiungendo il 27% di share.

La Ruota della Fortuna

La celebre Ruota della Fortuna, con i suoi 24 spicchi, alterna premi in denaro e bonus a imprevisti come il “fallimento” e la perdita del turno, rendendo ogni giocata potenzialmente decisiva. Fonte: screenshot video Mediaset Infinity

L’access prime time, fascia economicamente e strategicamente centrale per la televisione commerciale, si era trasformato per Mediaset in un problema strutturale.

La Ruota della Fortuna e il successo in access prime time

Così, nell’estate 2025, i vertici Mediaset decisero di sperimentare La Ruota della Fortuna nello slot post-tg.

Un’operazione che fin da subito ha prodotto risultati sorprendenti, confermando la solidità del format anche al di fuori del suo collocamento storico.

Pier Silvio Berlusconi a sorpresa nello studio de La Ruota della Fortuna
Pier Silvio Berlusconi a sorpresa nello studio de La Ruota della Fortuna

A sorpresa, nel settembre 2025, durante le registrazioni di una puntata de La Ruota della Fortuna, Pier Silvio Berlusconi intervenne per commentare il successo della trasmissione:

Ve lo dico senza farmi problemi: avete fatto, abbiamo fatto tutti insieme un piccolo miracolo. Abbiamo scritto un pezzettino di storia della nuova televisione e fatto una cosa che non era mai stata fatta.

Aver mantenuto acceso lo slot serale in estate, infatti, ha permesso di fidelizzare il pubblico, spostando una parte degli spettatori da Rai 1 a Canale 5 e trasformando un test estivo in una certezza quotidiana.

Il nuovo equilibrio del target: tra tradizione e famiglia

Il successo attuale de La Ruota della Fortuna risiede nella sua capacità di rivolgersi ad un pubblico trasversale che a Striscia la Notizia ultimamente mancava.

Nella stagione televisiva 2025-2026, Affari Tuoi e La Ruota della Fortuna  si equivalgono in termini di ascolti. Entrambi i programmi hanno una media di quasi 5 milioni di spettatori e il 23-24% di share.

A rendere possibile questo risultato non è stato solo il posizionamento, ma una profonda ricalibratura del programma, intervenuta sia sul piano produttivo sia su quello narrativo.

Gerry Scotti

Gerry Scotti mostra uno dei premi del gioco finale de La Ruota della Fortuna: nella nuova “Ruota delle Meraviglie”, i concorrenti possono vincere fino a 200.000 € o altri premi scegliendo tra tre buste e completando le sfide entro il tempo limite. Fonte: schreenshot video Mediaset Infinity

La trasformazione de La Ruota della Fortuna tra gioco e varietà

Il nuovo collocamento in access prime time ha comportato una trasformazione significativa del programma.

La Ruota della Fortuna ha ampliato il proprio impianto produttivo, adottando uno studio più grande con una scenografia impattante.

La Ruota della Fortuna

Il nuovo studio de La Ruota della Fortuna conserva l’impianto visivo storico del programma, ma lo rielabora in uno spazio più ampio e spettacolare, con l’innesto della band a rafforzare la dimensione varietà. Fonte: screenshot video Mediaset Infinity

Sono state introdotte nuove dinamiche di gioco, in particolare un segmento finale ripensato come momento di climax, capace di trattenere il pubblico fino all’ultimo minuto. Un elemento strategico in una fascia pensata anche per accompagnare lo spettatore verso la prima serata.

È stata inoltre introdotta una band musicale, che accompagna i diversi momenti di gioco con interventi musicali, contribuendo a rafforzare il ritmo e la dimensione di intrattenimento leggero.

samira lui

Samira Lui ne La Ruota della Fortuna: una presenza attiva e dinamica, che interagisce con la band e con Gerry Scotti, contribuendo ad avvicinare il quiz a un pubblico più giovane e social. Fonte: screenshot video Mediaset Infinity

Questi innesti non hanno snaturato il format originale, ma ne hanno ampliato la fruibilità, rendendolo più competitivo in una fascia storicamente dominata da prodotti comico-satirici.

La Ruota della Fortuna: l’era di Mike Bongiorno

La capacità di adattamento de La Ruota della Fortuna affonda le proprie radici in una storia televisiva lunga decenni.

In Italia, il quiz è indissolubilmente legato a Mike Bongiorno, che lo rese uno dei pilastri della televisione commerciale.

Mike Bongiorno

Mike Bongiorno in una puntata de La Ruota della Fortuna del 1995, ripresa nello speciale “Mike Day” andato in onda nel 2019. Fonte: screenshot https://www.youtube.com/watch?v=w6HDbchJHO8

Dopo il debutto su Odeon TV nel 1987, il programma approdò su Canale 5 nel 1989, rimanendovi per quattordici anni e oltre tremila puntate.

In quelle edizioni, il programma rifletteva una TV più istituzionale e regolata. Mike era il garante delle regole, mentre le vallette – da Paola Barale ad Antonella Elia – svolgevano un ruolo più statico, limitato soprattutto alla gestione del tabellone meccanico, poi diventato digitale.

Curiosità
La Ruota della Fortuna è un format statunitense, adattamento del programma Wheel of Fortune, uno dei quiz più longevi della televisione internazionale e modello di riferimento per i moderni game show dell’access prime time.

Un successo non solo di ascolti ma anche economico

Il rilancio de La Ruota della Fortuna ha avuto effetti immediati anche sul piano economico. L’access prime time è la fascia più strategica per la raccolta pubblicitaria, e il passaggio dai 2,8 milioni di Striscia ai circa 5 milioni della Ruota ha modificato sensibilmente i listini di Publitalia.

La natura del quiz consente inoltre un inserimento più organico di sponsorizzazioni e telepromozioni, risultando particolarmente appetibile per gli investitori.

Secondo i listini di Publitalia del 2026, uno spot di trenta secondi durante La Ruota della Fortuna costa tra gli 80.000 e i 105.000 euro.

Nello stesso periodo del 2025, Striscia la Notizia si attestava tra i 70.000 e gli 80.000 euro a spot, pur con ascolti nettamente inferiori.

La Ruota della Fortuna: usato sicuro o mancanza di idee?

Il caso della Ruota della Fortuna racconta così una precisa scelta editoriale.

In un contesto televisivo segnato da sperimentazioni spesso fallimentari, Mediaset ha puntato su un’idea forte e riconoscibile capace di trattenere il pubblico sulla televisione generalista senza spingerlo verso altre piattaforme.

Allo stesso tempo, il successo della Ruota della Fortuna va letto come un caso raro.

In passato, sia in Rai sia in Mediaset, il recupero di format storici si è spesso rivelato poco fortunato, incapace di intercettare il pubblico contemporaneo.

La Ruota della Fortuna

Gerry Scotti con Marco, uno dei concorrenti del programma, durante l’ultimo gioco finale chiamato “La Ruota delle Meraviglie”. Fonte: screenshot video Mediaset Infinity

Proprio per questo, il suo successo solleva una questione più ampia.

La televisione generalista sperimenta sempre meno, e per ritrovare centralità sembra costretta a guardare al proprio passato.

Una strategia che può funzionare nel breve periodo, ma che apre un interrogativo di fondo: esiste un problema di idee? La TV generalista è ancora in grado di inventare nuovi format e nuovi linguaggi, o il passato resta la sua unica ancora di salvezza?

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