Myrta Merlino racconta l'addio a Mediaset e l'esperienza a Pomeriggio Cinque

Myrta Merlino racconta l'esperienza a Pomeriggio Cinque dopo Barbara D’Urso e le difficoltà incontrate a Mediaset.
16 Ottobre 2026
Myrta Merlino Pomeriggio Cinque The BSMT Gazzoli
Myrta Merlino ospite di Gianluca Gazzoli a The Basement, il podcast disponibile su YouTube. Fonte: Canale YouTube Gianluca Gazzoli
  • 6' di lettura

Myrta Merlino ha condotto L’aria che tira su La7 per tredici edizioni, prima di passare a Mediaset nel 2023 per prendere il posto di Barbara D’Urso alla guida di Pomeriggio Cinque, programma che ha condotto per due stagioni.

Ospite di Gianluca Gazzoli a The Basement, su YouTube, la giornalista ha ripercorso alcune tappe della propria vita e della carriera, soffermandosi anche sulle difficoltà incontrate a Mediaset e sulla decisione di lasciare il programma.

Dagli inizi in Rai all’esperienza con Giovanni Minoli, passando per il lungo percorso a La7, il suo racconto è un modo per riflettere su quanto sia difficile cambiare il linguaggio di una trasmissione quando il pubblico è abituato a riconoscerla in un certo modo.

Gli inizi in Rai e il rapporto con Giovanni Minoli

Myrta Merlino ha iniziato la sua carriera in Rai lavorando a programmi di economia, occupandosi soprattutto della scrittura e della realizzazione dei contenuti, con qualche incursione anche nei reportage esterni.

Ripercorrendo quegli anni con Gianluca Gazzoli, la giornalista ha sottolineato quanto siano importanti gli incontri professionali e la possibilità di imparare da chi ha più esperienza.

Gianluca Gazzoli The BSMT Gazzoli

Gianluca Gazzoli intervista Myrta Merlino a The Basement, il podcast pubblicato sul suo canale YouTube, che conta quasi un milione di iscritti. Fonte: Canale YouTube The BSMT by Gianluca Gazzoli

“I grandi maestri sono fondamentali e sono sempre meno” racconta, spiegando come la televisione sia un mestiere che si impara soprattutto facendo e osservando.

Devi capire cos’è un montaggio, cos’è scegliere una musica, cos’è scrivere un testo, cos’è mettere degli ospiti insieme, cos’è scrivere un’intervista…

Tra i maestri incontrati da Merlino c’è Giovanni Minoli, una figura centrale del giornalismo televisivo italiano.

Il rapporto professionale con lui, ricorda la giornalista, non era sempre semplice.

Minoli era molto severo e lavorare al suo fianco significava confrontarsi con standard elevati e con un mestiere che richiedeva pratica, attenzione e capacità di osservazione.

Un’esperienza che ha contribuito a definire il suo approccio al giornalismo e che aiuta a comprendere il tipo di televisione a cui si sarebbe dedicata negli anni successivi.

L’aria che tira: tredici edizioni su La7

È stata soprattutto La7 a trasformare Myrta Merlino in un volto riconoscibile della televisione italiana. Alla guida di L’aria che tira, la giornalista ha trovato uno spazio nel quale sviluppare un modo di fare informazione legato all’attualità e all’approfondimento.

All’inizio L’aria che tira era nato come una sorta di rubrica economica.

Stagione dopo stagione, però, il programma si è evoluto, ampliando i temi trattati fino a diventare una finestra sull’attualità, con un’attenzione sempre maggiore alla politica e ai grandi avvenimenti nazionali e internazionali.

Myrta Merlino L'aria che tira la 7

Myrta Merlino durante una puntata de L’aria che tira, il programma di attualità di La7 che ha condotto per tredici edizioni. Fonte: video La7.it

A un certo punto, tuttavia, la giornalista aveva voglia di misurarsi con un’esperienza diversa, con un programma settimanale in prima serata.

Un progetto che, stando al suo racconto, non aveva trovato spazio nei piani dell’editore di La7, Urbano Cairo, soddisfatto dei risultati della trasmissione e poco incline a modificare un equilibrio che funzionava.

Da La7 a Mediaset: la sfida di Pomeriggio Cinque

Nel 2023 arriva la proposta di Mediaset.

Inizialmente, a Myrta Merlino viene proposta la conduzione di un programma di prima serata, ma successivamente arriva la telefonata di Pier Silvio Berlusconi, che le chiede di condurre Pomeriggio Cinque.

La reazione iniziale è di perplessità. Merlino ritiene che quel programma sia molto distante dal suo modo di fare televisione e lo dice apertamente ai vertici dell’azienda.

Francamente dissi che non ero una persona adatta, dissi che secondo me era un programma troppo diverso da me. Però tutti, in maniera molto convincente, editore in primis, mi dissero che potevo cambiarlo e farlo a modo mio.

Dopo un momento di esitazione, la giornalista decise di accettare la sfida. L’obiettivo era portare a Pomeriggio Cinque il proprio modo di fare televisione, cercando al tempo stesso di non allontanare il pubblico che seguiva la trasmissione da anni.

Perché il pubblico lì era abituato da 15 anni a vedere quella roba lì, gli piaceva tanto quella roba lì, che è completamente opposta a me. Da tutti i punti di vista, proprio opposta fisicamente, esteticamente, nei contenuti, nel modo di essere, tutto.

Era un passaggio delicato. Per quindici anni, infatti, Pomeriggio Cinque era stato associato alla conduzione e allo stile di Barbara D’Urso, che ne aveva definito il linguaggio e il rapporto con gli spettatori.

Perché per Myrta Merlino era difficile cambiare Pomeriggio Cinque

Una volta entrata nel meccanismo di Pomeriggio Cinque, Myrta Merlino si è resa conto di quanto fosse complicato portare avanti quel cambiamento. 

La giornalista racconta di aver provato a portare temi internazionali e politici, come la presidenza di Donald Trump e l’elezione del Papa, mentre gli autori continuavano a puntare soprattutto su argomenti legati al gossip e alla cronaca nera.

Secondo il suo racconto, quando cercava di spostare l’attenzione su questioni che riteneva più importanti, le veniva risposto che ci sarebbe stato tempo per farlo, che il cambiamento sarebbe arrivato gradualmente.

 Pomeriggio Cinque

Myrta Merlino alla conduzione di Pomeriggio Cinque su Canale 5, dal 2023 al 2025. Fonte: mediasetinfinity.mediaset.it

Il problema, dunque, non riguardava soltanto il suo stile personale.

Era il programma nel suo complesso a essere inserito in un sistema di aspettative difficile da modificare: gli argomenti da trattare, il ritmo della trasmissione e le abitudini degli spettatori.

In questo quadro si inserisce anche la questione degli ascolti.

Quando Gianluca Gazzoli affronta l’argomento, Merlino riconosce che il traino del programma non funzionava sempre come avrebbe dovuto.

Su La7, il pubblico di L’aria che tira si era formato nel corso degli anni intorno a una trasmissione dedicata all’informazione e all’approfondimento. Canale 5, invece, propone nel pomeriggio una successione di programmi che accompagnano gli spettatori da un contenuto all’altro.

Pomeriggio Cinque si inseriva proprio in questo contesto, dopo una programmazione in cui le soap opera hanno da sempre un peso importante.

La Merlino, con il suo stile e i temi che avrebbe voluto trattare, era molto distante da ciò che il pubblico di Canale 5 era abituato a vedere.

Si creava così una frattura tra le aspettative degli spettatori e il tipo di televisione che la giornalista avrebbe voluto proporre.

Perché Myrta Merlino ha lasciato Mediaset

Dopo una prima stagione che giudica abbastanza positivamente, Myrta Merlino racconta di aver attraversato un momento di forte difficoltà durante il secondo anno, arrivando a voler lasciare il programma.

Le fu chiesto, però, di proseguire per un’altra stagione.

La giornalista accettò, anche perché non riteneva opportuno interrompere l’esperienza in quel modo nei confronti del pubblico.

Alla fine, però, è prevalsa la voglia di tornare a occuparsi del giornalismo che sentiva più vicino alla propria sensibilità.

“C’è un mondo in fiamme, ci sono racconti pazzeschi, la guerra in Ucraina, la guerra in Medio Oriente, cioè quello che interessa a me raccontare“, spiega nel corso dell’intervista.

 

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Nelle sue parole emerge la distanza tra il tipo di attualità che avrebbe voluto approfondire e lo spazio che sentiva di poterle dedicare all’interno di Pomeriggio Cinque.

Non si tratta soltanto di una questione di gusti personali: per una giornalista abituata a seguire la politica e gli avvenimenti internazionali, la possibilità di scegliere gli argomenti e di costruire un approfondimento rappresenta una parte fondamentale del proprio lavoro.

Il pubblico di Canale 5 vuole davvero soltanto cronaca nera e intrattenimento?

L’esperienza di Myrta Merlino apre una questione che va oltre la sua vicenda professionale: il pubblico di Canale 5 vuole davvero “quella roba lì” oppure sono anche le scelte della rete a consolidare queste preferenze?

Il pubblico sviluppa certamente gusti e abitudini, ma queste non nascono indipendentemente da ciò che viene proposto loro.

Se una fascia oraria viene associata per anni a un certo tipo di intrattenimento, è comprensibile che il pubblico impari a riconoscerla in quella proposta.

Quando cambia il linguaggio, non è detto che gli spettatori seguano automaticamente la nuova direzione.

La televisione commerciale deve fare i conti con gli ascolti, dai quali dipendono una parte importante delle sue scelte editoriali.

Myrta Merlino Pomeriggio Cinque studio

Myrta Merlino a Pomeriggio Cinque. Fonte: mediasetinfinity.mediaset.it

Le reti attraverso i programmi che scelgono di produrre, i temi che portano in onda e lo spazio che concedono a linguaggi diversi, contribuiscono anche a costruire le abitudini del pubblico.

La questione, allora, non è soltanto capire che cosa vogliano vedere gli spettatori, ma anche quanto una rete sia disposta a investire in una proposta diversa, accettando che le abitudini non cambino da una stagione all’altra.

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