L'isola della piccola Flo: quando un naufragio diventa la storia di una famiglia
- 6' di lettura
Ci sono cartoni animati che raccontano una storia lungo tutto l’arco della stagione e L’isola della piccola Flo appartiene proprio a questa categoria.
L’anime racconta una storia di sopravvivenza in cui il centro del racconto è una famiglia costretta a vivere su un’isola deserta, o quasi, dopo un naufragio.

La famiglia Robinson, dopo il naufragio, si ritrova su uno scoglio, spaesata e incredula. Fonte: Canale Youtube Kiki
L’isola della piccola Flo è un racconto costruito come un romanzo e questo non è un caso.
Alla base della serie c’è infatti uno dei grandi classici della letteratura d’avventura, Il Robinson svizzero di Johann David Wyss, scrittore bernese, pubblicato all’inizio dell’Ottocento e liberamente ispirato a Robinson Crusoe di Daniel Defoe.
Conosciuta originariamente in Italia come Flo, la piccola Robinson, la serie animata giapponese è stata prodotta da Nippon Animation nel 1981 ed è composta da 50 episodi.

Copertina del DVD (Vol. 1) della serie anime L’isola della piccola Flo (in giapponese Kazoku Robinson Hyōryūki: Fushigi na Shima no Furōne), prodotta da Nippon Animation e distribuita da Bandai Visual.
Fa parte del progetto World Masterpiece Theater, un importante ciclo di cartoni animati basati sulla letteratura per ragazzi, trasmesso in Giappone dal 1969 al 1997 e dal 2007 al 2009.
La serie arrivò per la prima volta in Italia nel 1982, trasmessa su Rete 4.
La storia de L’isola della piccola Flo e della famiglia Robinson
La vicenda comincia a Berna, dove vive la famiglia Robinson.
Il padre Ernst è un medico e decide di trasferirsi con la moglie Anna e i figli Franz, Jack e Flo in Australia, dopo aver ricevuto l’invito di un amico di trovare lavoro in un Paese dove c’è bisogno di medici.

Il momento in cui il medico riceve la lettera con l’invito a lavorare in Australia. Fonte: canale YouTube kiki
Il viaggio, però, prende una direzione completamente diversa da quella immaginata.
La nave sulla quale viaggiano viene colpita da una terribile tempesta e naufraga. I Robinson riescono a salvarsi e raggiungono un’isola apparentemente deserta.
Da quel momento la loro vita cambia.
La famiglia deve procurarsi il cibo, costruire un riparo, organizzare il lavoro e imparare a utilizzare quello che l’isola mette a disposizione.

Dopo un primo periodo trascorso sulla spiaggia, il papà di Flo e suo fratello Franz costruiscono una casa su un grande albero. Fonte: Canale Youtube Kiki
Il naufragio diventa così l’inizio di una nuova vita e la serie segue la famiglia mentre trasforma gradualmente un luogo sconosciuto nella propria casa.
Flo, una bambina al centro della storia
Flo è il personaggio che dà il titolo alla serie e anche quello attraverso cui lo spettatore vive gran parte dell’avventura.
Curiosa, energica e molto legata alla natura, non si limita ad assistere a ciò che succede.
Partecipa alla vita sull’isola, si prende cura degli animali e aiuta la famiglia nella costruzione della nuova quotidianità.

Flo è una bambina allegra ed entusiasta che, nonostante le difficoltà della vita su un’isola deserta, impara ad amare quel luogo. Fonte: Canale Youtube Kiki
La sua presenza introduce nella storia uno sguardo infantile che riesce a convivere con gli aspetti più difficili del naufragio.
Nel romanzo originale di Johann David Wyss Flo non esiste: la famiglia Robinson ha quattro figli, tutti maschi.
La protagonista femminile fu introdotta proprio per l’adattamento animato della Nippon Animation.
Rispetto a molte protagoniste dell’epoca, Flo ha caratteristiche piuttosto insolite.
È una bambina vivace, indipendente, curiosa e poco interessata a rispettare i comportamenti che ci si aspetterebbe da una bambina della sua età.

Uno dei momenti di quotidianità della famiglia sull’isola: la mamma prepara il pranzo mentre Flo, un po’ contrariata, reagisce alle bonarie prese in giro del fratello. Fonte: Canale YouTube Kiki
Accanto a lei ci sono il fratello maggiore Franz, più riflessivo, il piccolo Jack e la madre Anna, che mantiene un ruolo centrale nell’organizzazione della famiglia.
Ernst, invece, è il punto di riferimento dal quale partono molte delle soluzioni necessarie per affrontare la nuova vita.
L’isola, uno dei protagonisti della serie
L’isola non è soltanto il luogo nel quale si svolgono le vicende.
La famiglia deve imparare a conoscerla, capire dove trovare ciò che serve e sfruttarne le risorse senza distruggerle.
La sopravvivenza dei Robinson non viene risolta con una semplice scorciatoia narrativa: spesso bisogna capire come fare qualcosa, procurarsi gli strumenti necessari e trovare una soluzione.

Anna si prende cura dell’orto, coltivando con pazienza piante che diventano una preziosa risorsa per tutta la famiglia. Fonte: Canale YouTube Kiki
In questo senso il personaggio di Ernst ha anche una funzione educativa.
Il padre applica conoscenze scientifiche e pratiche alle situazioni che la famiglia si trova ad affrontare.
La costruzione della casa sull’albero e del sistema di montacarichi, per esempio, permette di introdurre in modo semplice concetti legati alla fisica e alla logistica.
Anche il rapporto con la natura segue questa impostazione.
I Robinson cercano di utilizzare le risorse dell’isola senza sprecarle e imparano progressivamente a convivere con l’ambiente che li circonda.
L’anime riesce così a unire avventura e curiosità: per un bambino l’isola è un luogo da esplorare, mentre per un adulto che la riguardi oggi diventa interessante anche per la quantità di particolari inseriti nella storia.
La sigla di Cristina D’Avena
La serie ebbe due diverse sigle italiane.
Per la prima trasmissione del 1982 venne utilizzata L’isola dei Robinson, interpretata dai Cavalieri del Re.
Con la nuova edizione degli anni Novanta arrivò invece L’isola della piccola Flo, cantata da Cristina D’Avena.

Un anime diverso dai classici degli anni Ottanta
Rispetto a molti anime degli anni Ottanta, ne L’isola della piccola Flo il ritmo è più disteso e lascia spazio alla costruzione dei personaggi, alla scoperta dell’ambiente e agli avvenimenti della vita quotidiana.
La forza del cartone sta anche nella quantità di dettagli e nella cura con cui viene costruito il racconto.
Le giornate dei Robinson non sono tutte uguali e la serie dedica tempo a spiegare come affrontano i problemi, come organizzano il lavoro e come cambiano le loro abitudini.
Anche dal punto di vista visivo l’anime conserva ancora oggi un certo fascino.

Uno dei momenti di quotidianità della famiglia Robinson: riuniti intorno al tavolo, condividono insieme un semplice pasto. Fonte: Canale YouTube Kiki
I disegni, pur risentendo inevitabilmente dei limiti tecnici dell’animazione di quarant’anni fa, sono di buon livello.
Paesaggi, fauna, flora e ambienti della vita quotidiana sono ben caratterizzati e contribuiscono a dare all’isola una propria identità.
Quello che conta è il modo in cui le immagini accompagnano la storia e rendono riconoscibile il mondo nel quale vivono i Robinson.
L’isola della piccola Flo: una storia da seguire dall’inizio alla fine
C’è poi una caratteristica che rende L’isola della piccola Flo diversa da molti cartoni animati contemporanei: la sua storia ha un inizio, uno sviluppo e una conclusione.
Per seguire l’avventura della famiglia Robinson bisogna accompagnare Flo e i suoi familiari lungo tutto il percorso.
Il naufragio è il punto di partenza, la vita sull’isola costituisce il cuore della vicenda e il finale chiude una storia sviluppata episodio dopo episodio.

Flo e il fratellino Jack sulla casa sull’albero, il loro rifugio immerso nella natura dell’isola. Fonte: Canale YouTube Kiki
Ogni puntata aggiunge quasi sempre qualcosa a quella precedente.
È una struttura narrativa orizzontale, cioè un’unica storia raccontata attraverso più episodi.
Era una formula molto presente negli anime degli anni Ottanta e Novanta e si differenzia dalla struttura verticale tipica di molti cartoni contemporanei, come ad esempio in Peppa Pig o Curioso come George, nei quali ogni episodio racconta una vicenda che può essere seguita anche senza aver visto necessariamente le puntate precedenti.
In Flo, invece, era proprio la continuità della storia a suscitare nello spettatore la curiosità di sapere come sarebbe andata a finire: quali altre sorprese avrebbe riservato l’isola e cosa sarebbe ancora accaduto alla famiglia Robinson.
📢 Ultime notizie
