Geo su Rai 3: il programma che da 40 anni esplora natura e ambiente
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Geo è uno di quei programmi che sembrano appartenere a un’altra idea di televisione.
In un panorama generalista dominato da talk show e cronaca nera, il contenitore pomeridiano di Rai 3 rappresenta uno spazio diverso.
Geo è un luogo televisivo dedicato alla scoperta del territorio, alla natura e alla divulgazione.
Curiosità
Il programma si chiama Geo perché il suo nucleo centrale è il racconto della terra. Il nome deriva infatti dal greco geo che significa “terra”.
Il programma esplora il mondo attraverso immagini e documentari che invitano lo spettatore a rallentare e a osservare il pianeta tra storie, paesaggi e testimonianze
Un viaggio tra natura, territorio e cultura
Condotto da Sveva Sagramola e dal biologo e fotografo naturalista Emanuele Biggi, la trasmissione propone ogni pomeriggio documentari e approfondimenti che attraversano diversi ambiti: ambiente e biodiversità, cambiamenti climatici, tradizioni e gastronomia locale, storie di comunità e culture.

Il logo ufficiale di Geo, lo storico programma di Rai 3 dedicato alla natura e alla scoperta del pianeta. Fonte: screenshot video Raiplay.it
I temi trattati trovano spazio anche negli approfondimenti in studio, grazie agli interventi di ospiti ed esperti.
Geo, un viaggio lungo 40 anni
La storia di Geo su Rai 3 affonda le radici negli anni Ottanta, in una fase in cui la televisione pubblica sperimenta nuove forme di divulgazione scientifica e naturalistica.
Il programma nasce da un’idea del regista e documentarista Folco Quilici, uno dei pionieri italiani del racconto televisivo della natura. La prima puntata andò in onda su Rai 3 il 28 gennaio 1984, alle 19:35 di sabato, con il titolo Geo – L’avventura e la scoperta.

Un momento storico per Rai 3: Sveva Sagramola intervista Folco Quilici, il celebre documentarista che ideò Geo nel 1984. Fonte: screenshot video Raiplay.it
In quella fase iniziale il programma occupava una collocazione serale e propone documentari e reportage dedicati al pianeta e alle sue esplorazioni. Per alcuni anni va in onda tra prima e seconda serata, mantenendo un’impostazione fortemente legata alla divulgazione naturalistica.
A partire dal 1987, però, il programma trova la sua collocazione definitiva: il pomeriggio di Rai 3. È in questa fascia oraria che Geo costruisce nel tempo la propria identità e il proprio pubblico.
Licia Colò e la stagione di Geo & Geo
Una tappa importante nella storia della trasmissione arriva nel 1996, quando il programma viene rinnovato e assume il nuovo titolo Geo & Geo.
La conduzione viene affidata a Licia Colò e il format introduce alcune novità editoriali. Per la prima volta il programma viene trasmesso in diretta, trasformandosi progressivamente in un contenitore pomeridiano più ampio.

Un incontro tra divulgatori: Licia Colò intervista un giovane Mario Tozzi negli studi di Geo & Geo. L’arrivo del geologo nel programma segnò l’inizio di un lungo sodalizio dedicato alla spiegazione scientifica dei fenomeni naturali. Fonte: screenshot video Raiplay.it
Accanto ai documentari vengono introdotti quiz e giochi a tema scientifico, pensati per coinvolgere il pubblico e rendere la divulgazione più interattiva.
Il racconto del pianeta si arricchisce così di momenti di intrattenimento leggero, pur mantenendo una forte impronta culturale.
Questa fase segna l’ingresso definitivo del programma nella quotidianità televisiva del pomeriggio italiano.
L’arrivo di Sveva Sagramola a Geo & Geo e la conduzione ultraventennale
Due anni dopo, nel 1998, arriva alla conduzione Sveva Sagramola, destinata a diventare uno dei volti più riconoscibili della trasmissione.
Il suo stile pacato e curioso contribuisce a definire il tono del programma: una conduzione che privilegia l’ascolto e la divulgazione piuttosto che il ritmo spettacolare del talk show.

Sveva Sagramola ospita in studio esperti e cuochi per raccontare la cultura gastronomica del territorio italiano attraverso ricette e prodotti locali. Fonte: screenshot video Raiplay.it
Nel 2013 il programma torna al titolo originario Geo e si arricchisce della presenza del biologo e fotografo naturalista Emanuele Biggi, che porta nel programma una prospettiva scientifica e naturalistica più marcata.
Due voci per raccontare il nostro pianeta
La conduzione di Geo si sviluppa oggi lungo due binari paralleli.
Da una parte Sveva Sagramola guida gli approfondimenti, racconta storie, progetti e iniziative legate ai territori, alla cultura e alle comunità locali.
Dall’altra parte Emanuele Biggi apre vere e proprie finestre sul mondo naturale raccontando la biodiversità del pianeta e i delicati equilibri che regolano gli ecosistemi.

Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi negli studi di Geo. Fonte: screenshot video Raiplay.it
Il risultato è un racconto che tiene insieme divulgazione scientifica e narrazione culturale, costruendo un dialogo continuo tra natura e società.
Il cuore del programma: i documentari
Il vero motore narrativo di Geo Rai 3 rimangono però i documentari.
Molti di questi sono prodotti internamente dalla Rai, mentre altri vengono acquistati nei principali mercati internazionali del documentario naturalistico.
Questa combinazione permette al programma di proporre immagini provenienti da tutto il mondo, alternando grandi produzioni internazionali a reportage più legati ai territori italiani.
I filmati diventano così il punto di partenza per conversazioni in studio con scienziati, ricercatori, fotografi o viaggiatori che contribuiscono ad arricchire il racconto con competenze ed esperienze dirette.
Il ritmo lento di Geo
Uno degli elementi più distintivi di Geo è il ritmo.
In un sistema televisivo dominato dalla velocità delle notizie, il programma conserva una struttura quasi contemplativa.
I documentari possono durare anche mezz’ora e le conversazioni con gli esperti si prendono il tempo necessario per spiegare fenomeni naturali o questioni scientifiche.

Il biologo Emanuele Biggi approfondisce il tema della cura delle piante in città durante una puntata di Geo. È uno dei tanti esempi di come il programma unisca divulgazione scientifica e consigli pratici per la vita di tutti i giorni. Fonte: screenshot video Raiplay.it
Questo ritmo lento non è un limite ma una scelta editoriale precisa.
Permette di costruire un rapporto diverso con le immagini e con il racconto del mondo, più vicino alla logica dei documentari che a quella del talk show.
Un pubblico fedele nel pomeriggio televisivo
Nonostante questo stile lontano dalle dinamiche più spettacolari della televisione generalista, Geo continua a ottenere ascolti solidi.
Il programma si muove generalmente tra 1 e 1,3 milioni di spettatori, con share che oscillano attorno al 10–12% nella fascia pomeridiana. Numeri che, per una rete come Rai 3, rappresentano risultati importanti.
Geo, un’oasi nel pomeriggio della cronaca
Mentre altri programmi cercano di spiegare il lato oscuro della società, Geo continua a raccontare la meraviglia e la fragilità del pianeta.
Dopo oltre quarant’anni di storia, Geo rappresenta un caso unico nel panorama della televisione generalista italiana.

Emanuele Biggi e Sveva Sagramola nello studio di Geo. Fonte: Ufficio Stampa Rai
Il programma di Rai 3 mantiene una promessa editoriale diversa rispetto alle altre proposte del pomeriggio: raccontare il pianeta e le sue storie con il linguaggio della divulgazione.
E forse è proprio questa scelta — semplice ma rara — che spiega la sua longevità.
Geo continua a fare una cosa diversa in tv: ricordare che la Terra è ancora piena di storie da scoprire.
E che la televisione, quando vuole, può ancora prendersi il tempo di raccontarle.
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