Elisa di Rivombrosa: la fiction in costume di Canale 5 che conquistò l'Italia

Elisa di Rivombrosa: amori, intrighi e il successo della fiction italiana di Canale 5 con Vittoria Puccini e Alessandro Preziosi
07 Marzo 2026
elisa di rivombrosa Alessandro Preziosi Vittoria Puccini
  • 6' di lettura

Elisa di Rivombrosa fu uno dei grandi fenomeni televisivi del 2003, riportando in primo piano il fascino del romanzo popolare nella fiction italiana.

Ambientata nel 1769, Elisa di Rivombrosa fu diretta da Cinzia Th. Torrini e trasmessa su Canale 5

Il successo fu tale che anche la RAI decise di seguire la stessa strada, producendo una propria fiction in costume: Orgoglio, che ottenne a sua volta un grande seguito.

Elisa di Rivombrosa: una storia d’amore oltre le gerarchie sociali

Al centro della storia c’è Elisa Scalzi giovane dama di compagnia di umili origini che vive al servizio della contessa Agnese Ristori nella tenuta di Rivombrosa.

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Vittoria Puccini e Alessandro Preziosi durante le riprese di Elisa di Rivombrosa. Fonte Quimediaset.it

La sua vita cambia quando incontra Fabrizio Ristori, conte e figlio della nobildonna, appena tornato dopo dieci anni trascorsi nell’esercito francese. Tra i due nasce un amore che sfida convenzioni sociali e intrighi politici.

La serie intreccia infatti la storia sentimentale con una trama di cospirazioni.

Fabrizio entra in possesso di un documento contenente i nomi di alcuni nobili che complottano contro il sovrano, Carlo Emanuele III di Savoia.

Tra gli antagonisti emergono il duca Ottavio Ranieri e la marchesa Lucrezia Van Necker, pronti a tutto pur di recuperare quella lista e sovvertire l’ordine del regno.

In questo intreccio di passioni, tradimenti e segreti di corte si muovono i protagonisti interpretati da Vittoria Puccini e Alessandro Preziosi, coppia che all’epoca divenne una delle più popolari della televisione italiana e contribuì in modo decisivo al grande successo della serie.

Elisa di Rivombrosa: un successo di ascolti raro per la fiction di Canale 5

Il debutto della fiction registrò già numeri molto alti: circa 6,5 milioni di spettatori con uno share vicino al 25%.

Ma fu nel corso delle settimane che il pubblico iniziò a crescere in modo impressionante.

La puntata finale arrivò infatti a superare i 12 milioni di telespettatori, con uno share del 41% e picchi che sfiorarono i 14 milioni negli ultimi minuti.

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Elisa di Rivombrosa: una firma che evoca l’indimenticabile storia d’amore tra Elisa Scalzi e il Conte Fabrizio Ristori. Fonte: Mediaset Play

Numeri che oggi appaiono quasi irripetibili e che collocarono la serie tra le fiction più viste non solo di Mediaset, ma della televisione italiana in generale.

La serie si sviluppò in due stagioni consolidando un successo che per diversi anni sarebbe rimasto un punto di riferimento per le produzioni in costume.

La seconda stagione, pur continuando a registrare buoni risultati, ottenne ascolti più contenuti rispetto alla prima, con una media di circa 6 milioni di spettatori.

Nel 2007 fu inoltre realizzato uno spin-off intitolato La figlia di Elisa – Ritorno a Rivombrosa, con protagonisti Sarah Felberbaum e Giulio Berruti, incentrato sulle vicende di Agnese Ristori, figlia di Elisa e Fabrizio.

Il ritorno del grande romanzo popolare in costume

Uno degli elementi che rese Elisa di Rivombrosa così popolare fu la sua struttura narrativa. La fiction recuperava il modello del feuilleton ottocentesco: amori impossibili, intrighi di corte e colpi di scena continui.

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Alessandro Preziosi e Vittoria Puccini, in una delle scene della fiction Mediaset, indossano costumi d’epoca che hanno affascinato milioni di spettatori. Fonte: screenshot video YouTube canale @elisadirivombrosa8344

Il pubblico ritrovava ogni settimana la stessa tensione narrativa dei romanzi d’appendice o delle telenovelas, immersa in una ricostruzione storica curata e in un immaginario visivo ricco di costumi e scenografie d’epoca.

Dentro Elisa di Rivombrosa: un set che sembrava un quadro del Settecento

In origine il progetto nasceva come adattamento del romanzo Pamela, o la virtù premiata di Samuel Richardson. La serie avrebbe dovuto intitolarsi semplicemente Pamela ed essere girata in inglese, con ambientazioni in Irlanda.

La produzione decise poi di cambiare strada e girare la fiction in italiano.

Vittoria Puccini

Vittoria Puccini nei panni di Elisa di Rivombrosa. Fonte: screenshot video YouTube canale @elisadirivombrosa8344

Anche il titolo fu oggetto di discussione.

Il direttore della fiction Mediaset dell’epoca, Maurizio Costanzo, preferiva chiamarla semplicemente Elisa.

Torrini, invece, insistette per aggiungere ‘di Rivombrosa’, convinta che questo accorgimento conferisse alla storia una dimensione più romanzesca e nobile.

Dopo la messa in onda dell’ultima puntata della serie, Costanzo le inviò un mazzo di fiori con un biglietto che diceva semplicemente: “Avevi ragione”.

Il successo di Elisa di Rivombrosa passava anche dal lavoro dietro le quinte. Le riprese si svolsero tra Roma e il Piemonte e per mesi il cast visse immerso in un mondo che sembrava sospeso nel Settecento.

Sul set di Elisa di Rivombrosa: tra lavoro ed emozioni intense

Gli attori indossavano i costumi per gran parte della giornata e, quando non erano sul set, si allenavano con lezioni di equitazione, scherma e balli d’epoca.

Ma le difficoltà tecniche della lavorazione durata quasi un anno non furono nulla rispetto all’intensità emotiva di alcune scene.

In un articolo di TV Sorrisi e Canzoni, Cesare Bocci, alias dottor Ceppi, ricorda che la scena più toccante della seconda stagione è stata la morte di Fabrizio:

“La pioggia forte, le urla di disperazione, io che corro giù per le scale… una scena epica. Ancora adesso, a raccontarla, mi viene la pelle d’oca”.

Vittoria Puccini alessandro preziosi Elisa di Rivombrosa

La morte del conte Fabrizio Ristori nella seconda stagione di Elisa di Rivombrosa. Fonte: screenshot video YouTube canale @elisadirivombrosa8344

Ma anche la regista di Elisa di Rivombrosa ricorda uno dei momenti più intensi della lavorazione:

“Quando girammo la scena in cui Elisa aveva perso il bambino, Vittoria doveva piangere. Non riusciva più a fermarsi. Dovemmo interrompere tutto, non riusciva a smettere di singhiozzare”.

Emozioni che, forse, spiegano anche la forza emotiva con cui la serie riuscì a conquistare il pubblico.

Un fenomeno pop che uscì dalla televisione

Come spesso accade ai fenomeni televisivi più forti, la serie superò presto i confini dello schermo.

Furono pubblicati album di figurine con i fotogrammi della fiction e il successo arrivò anche nel mondo del fumetto: la Disney realizzò una parodia intitolata Paperina di Rivondosa, disegnata da Silvia Ziche.

Anche la comicità televisiva intercettò il fenomeno: il quartetto comico Premiata Ditta ne realizzò una parodia dal titolo Elisa in Rimaottusa nello show televisivo Premiata Teleditta.

La Premiata Ditta – Elisa in Rimaottusa #05 (Addii e inganni)
La Premiata Ditta - Elisa in Rimaottusa #05 (Addii e inganni)

Segno che la serie era ormai entrata nell’immaginario popolare.

I Ristori prima della famiglia Bridgerton

Guardando oggi la serie, è difficile non pensare a un confronto con fenomeni molto più recenti come Bridgerton.

La serie prodotta da Netflix ha riportato al centro della cultura pop globale il racconto romantico ambientato nel passato: balli aristocratici, intrighi sociali, relazioni sentimentali e una forte componente melodrammatica.

Bridgerton

Locandina di Bridgerton, la serie in costume disponibile su Netflix. Fonte: pagina Facebook Netflix

Naturalmente le differenze sono molte: Bridgerton lavora su un’estetica più contemporanea e su una rilettura moderna della società aristocratica. Ma la logica narrativa è simile.

In questo senso, più che un semplice precedente, la fiction italiana appare come una sorta di antenata televisiva di quel tipo di narrazione romantica in costume che oggi domina anche le piattaforme globali.

Un melodramma che continua a parlare al presente

Forse è anche per questo che Elisa di Rivombrosa continua a essere ricordata con affetto. Non solo per la nostalgia televisiva, ma perché intercettava un bisogno narrativo che la televisione ciclicamente riscopre: raccontare grandi storie sentimentali, intrecciate con la società e la storia.

Elisa di Rivombrosa trasformava vicende storiche e amorose in momenti da vivere intensamente, episodio dopo episodio, trasportando gli spettatori nel cuore delle vicende e continuando a vivere nell’immaginario dei telespettatori.

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